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Sai come funziona l’omeopatia? Sicuro?

L’uso di prodotti omeopatici è molto diffuso in tutto il globo, ma in quanti sanno davvero cosa significa usare un prodotto omeopatico, quale sia il suo effetto sull’organismo e soprattutto su quali dinamiche di fondi tutta la dottrina dell’omeopatia?

Purtroppo molti confondono l’omeopatia con la fitoterapia, ossia il curarsi con le erbe, o comunque con il curarsi utilizzando prodotti naturali, niente di più errato. La logica che sta dietro questa pratica medica è molto diverso.

Cos’è l’omeopatia?

Partiamo dal nome

Un’ottimo spunto per cominciare a capire come funzioni l’omeopatia è analizzarne il nome:

  • omeo, ovvero lo stesso, identico;
  • patia, sofferenza.

In pratica il significato di tale pratica è: stessa sofferenza.

Più avanti capirete il perché.

Ora analizziamo il nome di altre pratiche mediche, ad esempio la fisioterapia, l’idroterapia, fitoterapia, kinesiterapia, e così via.

Notato qualcosa?

Tutte queste branche della medicina hanno nel proprio nome il suffisso -terapia che è un termine che vuole intendere un processo atto a guarire un soggetto da una determinata patologia.

L’omeopatia invece ha nel nome il termine sofferenza, patologia, male. Come ad esempio neuropatia, cardiopatia, allergopatia etc.

Questa analisi, che non vuole essere un presupposto per attaccare aridamente la metodologia in questione, ha come obiettivo l’introduzione a quelli che sono i punti cardine su cui essa si basa, ossia quello di generare nel soggetto sintomi simili a quelli della propria patologia. Perdonatemi se scriverò una semplificazione banale ma è un po’ il principio del chiodo scaccia chiodo.

I principi sui quali si fonda l’omeopatia

L’omeopatia nasce intorno alla prima metà del diciannovesimo secolo ad opera di Christian Friedrich Samuel Hahnemann, medico tedesco che ne enunciò i punti cardine.

Il presupposto principale su cui il medico basa la propria dottrina è il cosiddetto “principio dei simili”, ovvero Similia similibus curantur ( letteralmente: ‘i simili si curino con i simili’), principio ancora non dimostrato secondo il quale per guarire da una malattia si devono indurre nel paziente sintomi simili a quelli da essa provocati. Questa credenza ha radici nei secoli precedenti a quelli in cui opera Hahnemann ma egli è colui che l’ha ampiamente diffusa.

Un altro punto cardine di tale metodologia è l’utilizzo di diluizioni. I principi attivi utilizzati per curare i pazienti vengono diluiti talmente tanto da perdere la loro efficacia e quindi non avere nessun effetto su coloro che li assumono.

Molti studi smentiscono l’efficacia di tale pratica. Uno di questi, non ultimo cronologicamente parlando, è stato compiuto dalla clinica universitaria Charité di Berlino su quasi 4.000 pazienti. I risultati ottenuti utilizzando prodotti omeopatici non sono stati molto dissimili da quelli generati dall’effetto placebo.

Nel 2010 l’omeopatia in Inghilterra è stata definita un ‘trattamento placebo’ ed è stato dichiarato che usare placebo puri sia una cattiva pratica medica.

L’omeopatia moderna

Nel corso degli anni la pratica omeopatica si è sviluppata e si è evoluta fino a giungere ai tempi moderni.

Il curarsi con prodotti omeopatici è diventato di moda e il largo consumo ha attratto molti potenziali investitori.

Il business così generato ha portato a una storpiatura dei principi iniziali e perciò quello che generalmente di trova sul mercato altro non sono che prodotti con principi attivi pari a zero. In alcuni casi si parla addirittura di pillole contenenti solo zuccheri, alla stregua delle famose Zigulì.

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L’omepatia è diluizione

Il video seguente illustra come funzionano le diluizioni, la dinamizzazione dell’acqua e i vari principi dell’omepatia.